BARREA - PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO LAZIO E MOLISE
Case di pietra a faccia vista, tetti a coppi dai colori stentati, miniature di vie in salita, una natura possente e multiforme che un lago artificiale ha armoniosamente impreziosito: ecco signori questa è Barrea. Un piccolo borgo di montagna, arroccato su uno sperone roccioso, come ce ne sarebbero tanti lungo l'intera dorsale appenninica, tuttavia reso unico dalla sua storia, dal geloso attaccamento della sua gente e dall'affettuoso riscontro delle migliaia di turisti che ogni anno visitano il decano dei Parchi Nazionali, il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Abbastanza dunque perché una descrizione generica diventi più dettagliata, restituendo così fino in fondo le meraviglie di questo angolo dell'Abruzzo montano.


CENNI STORICI
Quello che ci mostra oggi Barrea sono le nobili vestigia di un illustre passato all'insegna della grande storia che magari non sempre si fermava tra queste montagne isolate ed ostili ma che comunque vi ha lasciato impresso il suo segno. E' molto probabile che già in epoca preistorica gli antenati dell'uomo moderno si fossero adattati a sopravvivere nelle nostre vallate. Ma e' invece assolutamente certo che i barreani discendano dalla popolazione preromanica dei Sanniti: gente fiera e tenace che legò nel bene e nel male il proprio destino a quello di Roma.
Lungo le attuali rive del lago o nel vicino sito archeologico di Alfedena abbondano le tracce di questo passato. Vi è tuttavia un documento ufficiale del 996 nel quale compare, per la prima volta, l'antico nome di Barrea, ossia Vallis Regia: una donazione al Duca di Spoleto erano gli anni oscuri e terribili dell'anarchia feudale e delle incursioni barbariche. Forse proprio per proteggersi da una feroce incursione unna gli abitanti del fondovalle si rifugiarono a ridosso di un monastero benedettino in posizione strategica sullo strapiombo del fiume Sangro. Ancora oggi quello "Studio" (com'è a tutti noto il monastero) resiste, millenario, all'incuria degli uomini ed all'assalto impietoso degli tempo. Da lì lungo la fiancata sud-occidentale delle gole del Sangro i barreani hanno dato vita, nei secoli successivi, ad un groviglio di case praticamente inespugnabili: di qua protette dalla natura e di là protette da una muraglia, chiusa da due porte d'accesso e sorvegliata da torrioni difensivi ancor oggi visibili ed intatti (la Torre Quadrata e quella Rotonda).
Un impianto urbanistico-architettonico unico nella zona! Le successive vicende storiche di questo comune rispecchiano quelle dell'Abruzzo e più in generale dell'Italia ovvero passaggi di mano in mano, guerre sanguinose e devastanti, terremoti. Basti pensare che tra queste montagne brulicavano bande temutissime di briganti dopo l'Unità d'Italia o che proprio da queste parti passava la linea GUSTAV ovvero lo sbarramento difensivo che durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi opposero (novembre 1943 - maggio 1944) all'avanzata angloamericana.


LE TRADIZIONI
Alle tradizionali ricorrenze religiose del Natale e della Pasqua si accompagnano, ormai da diversi anni, celebrazioni e manifestazioni di pregevole livello artistico, di grande efficacia estetica e profondo coinvolgimento emotivo: IL PRESEPE realizzato con sapienza artistico-artigianale a grandezza naturale e ambientato a ridosso delle gole del fiume Sangro, in uno scenario che aggiunge pregio e suggestione alla bellezza delle statue e dell'allestimento.
LA PASSIONE VIVENTE che attraverso una solenne, minuziosa e commovente ricostruzione storico-scenografica, ripercorre la vicenda del Cristo nei suoi momenti più tragici, fino alla morte in croce. Splendidi i costumi e l'allestimento.
Durante il periodo estivo il piccolo borgo vive una frenetica ed intensa successione di avvenimenti culturali, religiosi (le due feste patronali dedicate alla Madonna delle Grazie ed a S.Tommaso apostolo), ricreativi (la famosa Sagra degli Orapi), in cui sacro e profano si fondono nella corale partecipazione di turisti e gente del luogo. Una menzione di merito va senz'altro alla cucina locale che nella sua semplicità restituisce fino in fondo l'anima di questa terra, della sua storia e degli uomini che l'hanno vissuta ed amata.
Sapori inconfondibili, ingredienti genuini e sapienza gastronomica fanno dei piatti poveri della nostra tradizione agro-pastorale un appuntamento da non mancare e sopratutto, da ricordare! Provare... per poi riprovare ancora: la zuppa di orapi e fagioli, gli gnocchetti acqua farina e orapi; le eccellenti carni alla brace, oppure la pecora la cotturo, e ancora i formaggi freschi e stagionati di una regione che della pastorizia transumante ha fatto il proprio emblema!
HOTEL E ALBERGHI A BARREA NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
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