GATRONOMIA E PRODOTTI TIPICI

L'agricoltura abruzzese vive un'importante fase di trasformazione. Ha rivalutato il concetto di qualità sulla quantità ed ha riscoperto, nelle zone interne, le colture dello zafferano e dei legumi. Numerose aziende, inoltre, hanno sviluppato colture biologiche e biodinamiche a tutela dell'ambiente e della salute dei consumatori. In Abruzzo, dai tempi di Ovidio, l'olivo e la vite trovano il terreno e il clima ideale per produrre vini e oli di grande qualità.

Pescasseroli, nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e MolisePescasseroli, nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
L’allevamento più diffuso in Abruzzo è quello ovino. Da ciò deriva l’importantissimo ruolo svolto nella gastronomia regionale dal pecorino (fresco o stagionato) e dalla ricotta di pecora, che è possibile acquistare anche direttamente dai pastori. Un misto di latte bovino e ovino viene utilizzato per la produzione della caciotta, a volte insaporita con il peperoncino. Sugli altopiani maggiori, e in particolare nella zona del Parco Nazionale e a Rivisondoli e Pescocostanzo, si preparano cacio cavalli e latticini (trecce, bocconcini e fiordilatte) di ottima qualità. L'agnello svolge il ruolo di piatto forte grazie alla sua carne particolarmente tenera e saporita; viene cucinato in forme diverse a seconda delle tradizioni delle varie località. Si passa dal celebre "cacio e ova" all'agnello arrosto e agli arrosticini; dalla testina ripiena allo spezzatino in bianco; dalle mazzarelle, pezzettini di frattaglie ricavate dall'agnello avvolti in foglie di verdura fresca e legati con budellini, fino a giungere ad altre preparazioni di stampo più antico, come l’agnello incaporchiato con patate arrosto e l' "agnello al cotturo".

Pescasseroli, prodotti tipici abruzzesi
Grande diffusione ha anche la carne di maiale che ha rappresentato per anni la fonte primaria di sussistenza delle famiglie contadine abruzzesi che utilizzavano tutte le parti dell'animale; la carne è consumata fresca ma, soprattutto, salata e insaccata durante tutto l'anno.


In Abruzzo la pasta è soprattutto la chitarra: i maccheroni alla chitarra, i ravioli alla ricotta, i codetti e le scrippelle sono protagonisti in primissima fila della gastronomia abruzzese. E' una regione che offre numerose qualità di pasta, sia essa bianca sia a base di cereali minori come la pasta di grano duro macinata a pietra, la pasta semintegrale e la pasta di farro. Fara San Martino, il borgo ai piedi del versante orientale della Majella dove la presenza delle acque della montagna ha favorito fin da tempi remoti l'insediamento di una fiorente industria specializzata, ospita una delle capitali della produzione italiana della pasta che raggiunge con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo. Specialmente nell'Abruzzo interno, si trova il tartufo nero utilizzato per la realizzazione di numerosi piatti della gastronomia regionale. Tra le ventotto varietà di tartufi abruzzesi, la più nota e diffusa e' quella del tartufo nero. Le principali zone di raccolta sono il territorio della Marsica e il Teramano.

Funghi e tartufi della Regione AbruzzoZafferano di Navelli, Abruzzo

Oltre che in cucina, il prezioso tubero è utilizzato nella preparazione di salsicce, oli e formaggi aromatizzati. Lo zafferano, coltivato fin dal Rinascimento nella Piana di Navelli e ottenuto dagli stimmi essiccati dei fiori del Crocus Sativus, viene usato oltre che in gastronomia anche come pianta medicinale (aiuta la digestione, combatte i reumatismi) e come ingrediente per dolci. Tra i dolci tipici abruzzesi si ricordano: la pizza di Pasqua, focaccia lievitata che viene benedetta nelle chiese la notte di Pasqua; le ferratelle (L'Aquila), dolci a cialda confezionati con ferro rettangolare arroventato sul fuoco; il Parrozzo, dolce tipico del pescarese che deve il suo nome alla prolifica fantasia del D'Annunzio; i famosissimi confetti di Sulmona, la cicerchiata, palline di pasta fritta amalgamata con canditi e miele, consumata durante il periodo di carnevale insieme con le frappe.

Prodotti tipici Regione Abruzzo

Questi piatti tipici sono accompagnati dall'apprezzato vino abruzzese: il rosso Montepulciano d'Abruzzo e il bianco Trebbiano d'Abruzzo. Altre parti d’Italia producono dei vini più celebri. Nessuna regione, però, ha fatto negli ultimi anni dei progressi altrettanto importanti, in materia di vino, di quelli dell’Abruzzo. A testimoniarlo, oltre al crescente interesse che incontrano i vini DOC abruzzesi (bianchi, rossi e rosati) sui mercati di tutta Europa, sono i numerosi premi e riconoscimenti internazionali raccolti negli ultimi anni dai migliori produttori della regione. I vitigni tradizionali dell’Abruzzo sono il trebbiano tra i bianchi, e il montepulciano tra i rossi. A essi, negli ultimi anni, sono stati affiancati il Sauvignon, lo Chardonnay, l’Aglianico e il Pinot. Le zone di produzione più importanti sono la valle del Pescara tra Popoli e il capoluogo e le colline di Teramo, Pescara e Chieti. L’elenco dei vini DOC della regione include il Montepulciano d’Abruzzo (nelle varietà rosso e cerasuolo) profumato e dal sapore asciutto e robusto, il Trebbiano d’Abruzzo asciutto e dal delicato profumo, e il Controguerra, un vino bianco fruttato prodotto nel Teramano.


L'apicoltura abruzzese oltre al miele, o meglio ai mieli, (tra cui particolarmente apprezzati sono i monoflora (acacia, timo e castagno), offre anche il polline, la pappa reale, il miele nocciolato ed il miele alla frutta secca. L'abbondanza delle fioriture primaverili garantisce sempre prodotti di qualità eccelsa che è possibile degustare nelle migliori botteghe di prodotti tipici della zona. La produzione del miele e dei suoi derivati è diffusa in tutta la zona del Parco. Tra i distillati prodotti con le erbe delle montagne d’Abruzzo, i più noti sono i fortissimi "Centerba" di Tocco da Casauria ai piedi della Majella e il "Ginepro" prodotto a Pescasseroli nel Parco Nazionale d'Abruzzo, non da meno il Fragolino, la Ratafìa di amarene, la Genziana e il Nocino ottimi digestivi.

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