OPI - PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO LAZIO E MOLISE
Il centro turistico di Opi si trova nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Un grazioso paese che sorge sulla cresta di uno sperone roccioso che divide a metà la conca tra il Monte Mattone ed il Colle di Opi. Il comune di Opi si estende infatti in mezzo ad uno spettacolare anfiteatro di montagne, circondato dal Monte Marsicano (m. 2242) a Nord-Est ed il Monte Petroso (m. 2247) col gruppo della Meta a Sud-Est. Ottimo punto di partenza per escursioni, traversate ed ascensioni, opportunità che attirano in questo piccolo centro numerosi appassionati di montagna. Ogni stagione offre l'occasione per un incontro con la natura: d'estate la frescura dei boschi e dei ruscelli, d'inverno il silenzio ovattato della neve ed i percorsi per lo sci di fondo, in autunno e primavera la suggestione di un ambiente incontaminato ricco di tradizioni e profumi.


CENNI STORICI
La precoce presenza umana nei territori in cui sorge l'attuale abitato di Opi, è confermata dai resti di un centro fortificato sul Colle della Regina, l'attuale centro di Opi e sul Monte Dubbio, l'attuale strada per Forca d'Acero, da dove era possibile sorvegliare il valico omonimo. Infatti sembra che proprio attraverso questo passo i Volsci riuscirono a penetrare in questi territori, intorno al III secolo a.c., per insediarsi tra le località del Molino di Opi e l'imbocco di Val Fondillo, dove sono affiorati elementi di corredi tombali, come corazze, lance, collane in lamine di bronzo, lasciando supporre l'esistenza di una vasta necropoli e quindi di insediamenti piuttosto consistenti.
Tra le diverse ipotesi formulate circa le origini dell'insediamento e della denominazione di Opi, quella più plausibile, non scientificamente ma dal punto di vista del richiamo alle credenze mitologiche del mondo arcaico, sembra essere quella che ricollega l'origine del nome a quella di "Ope"dea romana della terra, sorella e moglie di Saturno, figlia del cielo e di Vesta, che avrebbe edificato questa terra. Che Opi fosse stata considerata nell'antichità "città sacra"lo dimostrano altresì le antichissime ed ancor vive denominazioni di alcune sorgenti, presso le quali si scorgono resti di remoti insediamenti, che conservano il riferimento alle ben note divinità pagane a cui erano state dedicate, come nel caso della Fonte di Giove o della Fonte Vertuno, riferita al Dio Veltunno, o ancora della Fonte Triareccia riferita al mito della Dea Triforme. Una lapide murata sulla base del campanile della Chiesa di Santa Maria conserva la chiara iscrizione di "sacerdos cerealis"che, riferendosi ad un sacerdote di Cerere, dea romana della terra e della messe, lascia supporre l'esistenza di un antichissimo edificio di culto.
Nell'alto Medio Evo coloro che si erano insediati in località Molino di Opi, a causa delle frequenti incursioni, furono costretti a rifugiarsi sulla cima del costone naturalmente protetto dagli scoscendimenti rocciosi, e qui nacque un castello fortificato "Oppidum" (centro fortificato) da cui, secondo un'altra opinione, sarebbe derivato l'attuale nome. In questo periodo il territorio di Opi apparteneva al casato dei D'Aquino, ma con l'estinguersi di questa casata passò in mani sempre diverse. L'Università che anche ad Opi si era formata col tramontare del feudalesimo, consumò molte delle sue energie in contenziosi di confine con la vicina Pescasseroli, sotto la cui giurisdizione Opi ricadde più di una volta (l'ultima tra il 1810 ed il 1854). Nel XVIII e XIX secolo, fino all'unità d'Italia, Opi fece parte del regno delle due Sicilie.
SCI DI FONDO
Una trattazione a parte merita uno sport antico, legato alla storia ed alla vita dei valligiani: lo sci di fondo. Opi è infatti uno dei centri più noti dell'Appennino per la pratica di questo sport, grazie ad una tradizione sportiva ed agonistica ancora viva. Nel territorio di Opi si trova la Valle di "Macchiarvana" con la omonima scuola italiana di sci di fondo, che si trova a circa due chilometri da Opi ed è raggiungibile percorrendo la Ss509 verso Forca d'Acero. Macchiarvana offre la possibilità di avvicinarsi o di praticare lo sci di fondo con la guida di esperti maestri di sci e con percorsi segnati e battuti; ma soprattutto la possibilità di dar vita ad una avventura tra le candide nevi del Parco, godendo degli angoli più suggestivi della montagna incontaminata che in inverno si veste di nuovi colori e suggestioni.
A Macchiarvana la pratica di questo sport trova l'ambiente naturale più adatto ed una organizzazione considerevole. Anelli di Km. 5, 10, 20 e 30, segnati e battuti dalla Scuola Sci Fondo con moderni mezzi; inoltre sul posto sono in funzione un attrezzato nolo ed un posto di ristoro. Una importante manifestazione qui si svolge nel mese di gennaio ed è la "Marcia della Genziana", gara di sci di fondo di Km. 25, con partecipanti da tutta l'Italia.
HOTEL E ALBERGHI A OPI NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
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