VILLETTA BARREA - PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO LAZIO E MOLISE
L'ubicazione di Villetta Barrea all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (istituito nel 1923 per opera di Erminio Sipari, con l'aiuto di Benedetto Croce) è certamente un elemento di forte attrattività per il paese che, soprattutto nell'alta stagione, ospita moltissimi visitatori. Tuttavia, il patrimonio del territorio, che consiste in una grande ricchezza di opportunità collegate alle diverse stagioni, non è ancora né pienamente conosciuto, né pienamente valorizzato. Questa situazione può cambiare, se, all'interno del paese e, in cooperazione con i centri vicini, si inizierà a elaborare e a gestire progetti, in uno sforzo congiunto tra istituzioni e operatori. La primavera (soprattutto maggio, giugno) è la stagione dei fiori in cui è possibile godere di colori e profumi (dal giallo dei maggiociondoli e delle ginestre all'odore dei tigli), imparare a riconoscere le erbe selvatiche e i canti degli uccelli e, nello stesso tempo, organizzare magnifici passeggiate a piedi, a cavallo e in bici, e tour automobilistici nei tre versanti del Parco. In estate si possono alternare escursioni in montagna e bagni al lago con gite in auto, in bici, a cavallo nei paesi ricchi di arte e tradizioni, mattinate per fare il formaggio con i pastori e assaporare la ricotta quando è ancora calda, feste patronali con spettacoli musicali per tutti gusti, quattro passi tranquilli al fresco del mattino, nei limpidi pomeriggi, nelle serate stellate e pranzi ricchi di sapore locale.


In autunno il colore di fuoco dei boschi e il bramito dei cervi in amore costituiscono lo scenario ideale per i fine settimana, che offrono l'occasione di fare provviste per l'inverno presso artigiani, allevatori e agricoltori locali. Nel lungo inverno da dicembre a aprile, la stagione di sci (discesa e fondo) non costituisce l'unica appassionante motivazione per venire nel territorio: vengono organizzate infatti giornate in bottega per imparare a lavorare la ceramica, il legno, la tessitura al telaio, l'intreccio delle piante per creare cestini, la cartapesta, la composizione dei fiori, la costruzione di zampogne, ma sono possibili anche corsi per stranieri di lingua italiana, iniziative di educazione ambientale per le scuole, stages di lavorazione dei formaggi o di cucina tradizionale, corsi di formazione su diversi temi, oltre alle degustazioni guidate e ai fine settimana di benessere. Tutto questo in uno scenario di montagne innevate e di ospitalità accogliente e piena di calore umano.
CENNI STORICI
Il territorio è stato frequentato fin dalla preistoria dai cacciatori provenienti dalla Marsica. Achille Graziani trovò in una grotta vicino a Villetta Barrea delle cuspidi di freccia, delle ceramiche d'impasto dell'età del bronzo, dei resti di animali appartenenti a camosci. Ma tutta l'area è stata stabilmente occupata dal VIII/VII secolo a.C. da una popolazione proveniente dalla Sabina (chiamata Safina), che si stabilì a partire dall'età del ferro lungo l'Alto Sangro per poter utilizzare le miniere di ferro presenti nelle montagne della Meta e costruirsi gli arnesi della vita quotidiana. Praticava l'agricoltura e la pastorizia transumante. Sono state trovate ampie necropoli (a Alfedena, a Colleciglio di Barrea, a Val Fondillo di Opi) e un elemento che caratterizza le tombe maschili è la presenza di armi in bronzo e/o in ferro, fra cui la corazza di forma circolare a protezione del cuore chiamata Kardiophilax. Il disco-corazza specifico del territorio è decorato con un “quadrupede fantastico”. I corredi delle tombe femminili sono costituiti da anelli, perle di pasta vitrea, collane d'ambra, pendagli in bronzo, fibule e catene (le cosiddette “chatelaines”) in filo di bronzo. Alcuni di questi oggetti sono esposti al Museo Archeologico di Alfedena.

Da questa prima comunità ebbero origine i popoli italici dei Marsi (dal Fucino fino a Opi) dei Pentri (da Opi a Alfedena), dei Peligni, dei Carricini, dei Frentani, dei Caudini e degli Irpini. Tra il IV e il I secolo a.C. il territorio è stato teatro della guerra con i Romani, in previsione della quale vennero costruite dai Sanniti mura ciclopiche o poligonali. Poi la vittoria definitiva di Roma portò alla coloniz-zazione del territorio con l'insediamento di nuovi abitanti che costruirono ville rustiche ad economia agro-pastorale. Con la caduta dell'impero romano (476 d.C.) e l'avvento delle dominazioni barbariche, il territorio si spopolò fino a quando i Longobardi, nel corso dell'VIII secolo d. C., vi fondarono un importante monastero: il Monastero di S. Angelo in Valleregia. Fu chiamato così perché il culto di San Michele o S. Angelo, venerato soprattutto dalle comunità pastorali, in sovrapposizione al culto pagano di Ercole Curino, era molto caro ai Longobardi.
IL PINO NERO DI VILLETTA BARREA
Una conifera delle pinacce, probabile relitto dell'era glaciale e pertanto specie di elevato valore botanico. Ha forma piramidale e può raggiungere i 30 metri di altezza. Il tronco diritto è rivestito da una corteccia rugosa e fessurata. Gli aghi lunghi fino a 10 cm. sono posti a coppie sui rami. E' specie monoica (fiori maschili e femminili sullo stesso individuo).

I coni o strobili (le pigne) hanno forma di pera e portano i semi che, fra l'altro, forniscono nutrimento a scoiattoli, roditori in generale, uccelli (crocieri, cince, piciformi); le pigne ormai secche e aperte si raccolgono e si utilizzano tradizionalmente per avviare il fuoco di stufe e camini. L' abbondante resina presente nell'albero, fino a pochi decenni fa veniva raccolta ed utilizzata in vario modo (balsami, colle, vernici, ecc.). Testimoniano questa pratica le caratteristiche cicatrici a forma di spina di pesce presenti sulla gran parte delle piante.
HOTEL E ALBERGHI A VILLETTA BARREA NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
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